Gesù viene deposto dalla Croce. Tredicesima stazione.

Gesù viene deposto. E ad accoglierlo nella iconografia tradizionale ci sono le braccia della madre. In questo quadretto Lui è tutto di lei. Il Lutto totale regna. La coscienza della resurrezione è flebile. Ciò ci mostra l’umanità dei cristiani, delle origini e di ogni tempo. Il lutto mantiene il peso e il valore di lutto nonostante la fede nella resurrezione. La morte, che come dice il libro della Sapienza (Sap 2,24) è entrata nel mondo per invidia del Diavolo, è un trauma costante e ripetuto. Anche Maria nella Pietà che qui contempliamo soffre ed è colpita, anche se manca così poco alla Resurrezione, si parla di ore. La morte va presa in braccio, come fa Maria, va cullata con delicatezza. La reazione alla morte indica tutto l’avanzamento spirituale finora fatto. Non dobbiamo per forza essere stoici, impassibili. Anzi, l’urlo e il pianto sono ben accetti quale ricordo del fatto che non siamo fatti per morire, ma per vivere. Cerchiamo di avere coscienza della Resurrezione prossima però, anche solo del suo orizzonte.

Rodolfo M. Crisci

Notifiche push abilitate

Grazie per aver abilitato le notifiche!