
“Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (Gv 12,32)
Siamo arrivati al culmine. I martelli battono i chiodi nelle mani del Signore. Presto un simbolo di morte diverrà simbolo di vita, d’amore. La Croce è stata portata, è ora di salire, di innalzarsi su di essa. Le braccia aperte inaugurano la riconciliazione con il Padre. Il Cristo opera la redenzione a prezzo del suo sangue. Qui vediamo l’unica ratio (logica e ragione) dell’agire divino nell’opera della redenzione, ovvero l’amore. C’è come spiega il beato Scoto un ordo Amoris, un piano d’amore, che ci fa piangere e meravigliare davanti ad un’opera così grande come la passione! Come reagire? Noi dobbiamo com-patire il Cristo, partecipare ai frutti dell’unica e completa redenzione riparando a nostra volta le mancanze nostre e degli altri. Guardiamo però la salvezza resa possibile dalla Croce non soltanto nell’aspetto negativo di liberazione dal peccato ma pure come comunione salvifica con Dio. Dio ci fa partecipare alla sua vita! La risposta alla redenzione è la redamatio, amore come risposta all’amore, elemento centrale di tutto l’atto redentivo e cosmico, secondo l’intuizione della corrente francescana. La croce è ponte per un rapporto tutto nuovo con Dio, in uno sposalizio che supera la stessa condizione originaria adamitica. Maria in ciò è il modello, lei è colei che più ha com-patito e amato a sua volta. Guardiamola! Lasciamoci aiutare da lei a riamare il Cristo.
Rodolfo M. Crisci
